10 Marzo 1902: La cinepresa non è un’invenzione di Edison

È il 10 marzo 1902 quando arriva la sentenza: la Corte d’Appello statunitense dichiara che Thomas Edison non ha inventato la cinepresa, dunque non è in possesso dei pieni diritti sul monopolio di quest’ultima. Il padre inventore è William Kennedy Laurie Dickson.

Cinepresa

Per ellissi anche comunemente chiamata macchina da presa, la cinepresa è uno strumento in grado di registrare – o meglio, imprimere – una raffica di immagini, in un lasso temporale molto ridotto, su una pellicola cinematografica.

Ma facciamo un passo indietro, la macchina da presa nasce dalla placenta della stessa macchina fotografica, e per molto tempo ha cercato di tracciarne le orme.

Thomas Edison

Ad Edison – nato a Milan (Ohio) nel 1847 – sono rivolti i pieni diritti per la creazione del Kinetoscopio, ma anche per l’imposizione dello standard della pellicola: 35mm di larghezza, pari ad un pollice e 3/8, con 4 fori posti sul bordo di ogni immagine.

È il 1894 quando Edison tentò di aggiungere il suono alle immagini dei film. Risultato che porta il nome di cinetofono, strumento in grado di sincronizzare le immagini del kinetoscopio con il suono del fonografo al cilindro. In realtà è ancora presto, per il sonoro bisognerà aspettare ancora qualche anno, fino al 1926 con il film Don Giovanni e Lucrezia Borgia della Warner Bross.

Oltre al kinetoscopio, dobbiamo dire grazie ad Edison per aver brevettato il Fonografo, il Cinetografo, il Dittafono, il Tasimetro – usato per misurare le radiazioni infrarosse -, ed infine, la grandiosa innovazione della lampadina.

Senza ombra di dubbio, la nostra sentenza è più che positiva nei confronti di un personaggio che ha buttato le fondamenta per il nostro cinema moderno.

ULTIM’ORA: ADDIO A MAX VON SYDOW

Max Von Sydow nel film Molto forte, incredibilmente vicino (2012)

È morto facendo fino all’ultimo quello che più gli piaceva fare: recitare.

Nella sua lunga carriera, non si è mai tirato indietro di fronte a nulla, e proprio per questo si era guadagnato la fama di attore tra i più popolari e amati tra gli anni ‘60 e ‘70.

È morto Max von Sydow, grande attore svedese ed icona del cinema di Bergman, che lo considerava il suo pupillo.

La vita e gli esordi: la costruzione dell’attore

Nato a Lund, in Svezia, il 10 aprile 1929, von Sydow esordisce nel 1957 con Il settimo sigillo di Bergman, che sarà la sua autostrada verso il successo.

Infatti, nel 1973 interpreta il ruolo per il quale è diventato celebre: quello di padre Martin ne L’esorcista.

Max von Sydow nel ruolo di Padre Martin ne L’esorcista del 1973

Le nomination agli Oscar

Nel 1989, ottiene la sua prima nomination come miglior attore non protagonista per il film Pelle alla conquista del mondo, bissando nel 2012 con Molto forte, incredibilmente vicino.

Di lui ci rimarrà la sua versatilità e la sua grande passione verso quel mondo che spesso lo ha incompreso, se non ripudiato.

Ciao, Max.

Il David e le donne: David di Donatello 1994

I David di Donatello sono, come di consueto, il classico appuntamento che si tiene in tarda primavera e che premia i migliori film usciti durante l’anno.

Il regolamento

Con la riforma del 2018, voluta dalla presidentessa Piera Detassis -prima donna ad essere eletta a capo dell’Accademia del cinema,- si è passati da 2500 a 1550 giurati.

Uno snellimento che ha portato ad una maggior efficienza e, soprattutto, ad una maggior meritocrazia nel sistema di voto.

Infatti, a differenza degli Oscar, dove si vota col sistema preferenziale, -meccanismo infinito e che non sempre premia il film più bello-, in Italia vige il sistema che prevede il film vittorioso per maggior numero di voti.

Lo scorso anno, il vincitore assoluto fu Dogman.

Ispirato al delitto del Canaro della Magliana, -avvenuto il 18 febbraio 1988 alla Magliana, quartiere popolare e degradato di Roma, per mano di Pietro de Negri, toelettatore di cani, nei confronti dell’ex pugile dilettante e spacciatore Giancarlo Ricci-, il film ha ottenuto ben 9 statuette, ottenendo anche quello per il miglior film.

Nelle votazioni, questo premio lo ha ottenuto con il 37% dei voti, ben 598 su 1550 votanti.

Ma com’è andato, nella storia, il David di Donatello? Che ruolo hanno avuto le donne?

1994: Le donne, Pasadena e cinema

Il 1994 è un anno cruciale per l’Italia, segnata dalle stragi di mafia avvenute solo due anni prima.

Infatti, il 23 maggio e il 19 luglio 1992 furono barabramente uccisi in due diversi attentati, rispettivamente, a Capaci e a Palermo, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’inchiesta sui loro delitti portò all’arresto, il 15 gennaio 1993, di Totò Riina, capo di Cosa Nostra e affiliato ai corleonesi, che verrà accusato da Buscetta di aver ucciso la Cosa Nostra in cui il “boss dei due mondi” credeva.

Questo fu solo l’antipasto che portò all’inchiesta denominata “Mani Pulite”, per via della costituzione del pool di Milano, coordinato dall’allora PM di Milano Antonio di Pietro, e che portò alla sbarra decine tra mafiosi e politici implicati nell’inchiesta.

I David di Donatello, così come i successivi mondiali di calcio, che si svolsero negli USA e videro la vittoria ai rigori del Brasile contro la nostra nazionale nella finale di Pasadena -emblematico fu l’omaggio dei verderoro al grande pilota brsiliano di Formula 1 Ayrton Senna, morto il 1°maggio di quell’anno in un terribile incidente ad Imola durante il gp di S.Marino-, sembravano il giusto antidoto a questo momento complicato.

Il 18 giugno, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, si tenne la cerimonia dei David di Donatello e vide la vittoria di “Caro diario” di Nanni Moretti.

Premiato con il premio della miglior regia, sia a Cannes che ai Nastri d’Argento, il film, -diretto ed interprteato dallo stesso regista, che nel 2001 ci porterà alla Palma d’Oro con La stanza del figlio-, si rivelò il trionfatore di quella edizione.

Infatti, Caro Diario riuscì a vincere sia come miglior film che come miglior colonna sonora, andato a Nicola Piovani.

Sarà solo il primo di una lunga serie di candidature e trionfi ai David per il compositore romano che, nel 1999, vincerà l’Oscar per la miglior colonna sonora per La vita è bella, il quale trionferà anche nell’edizione del 1999 ai David di Donatello.

Un successo che, se non bastava a certificare la grandezza di Nanni Moretti e di Nicola Piovani, sicuramente in quel’anno divenne più chiara a tutti.

E, soprattutto, si rivelò utile per i trionfi che sarebbero venuti negli anni successivi.

Un’edizione che, comunque, passò alla storia per il ruolo delle donne nel cinema, che in quell’anno continuarono a dimostrare la loro costanza in qualità di regia e di recitazione.

Infatti, il David di Donatello di quell’anno andò a Monica Scattini per la sua interpretazione come attrice non protagonista per Maniaci sentimentali, film che vinse, tra l’altro, il David alla miglior regia esordiente, che andò a Simona Izzo.

Un doppio premio al femminile che, oggi più che mai, in occasione della giornata delle donne, vuole rendere omaggio a quelle donne spesso umiliate, picchiate o maltrattate da uomini che non hanno la benchè minima concezione dell’amore.

Auguri, donne.

SCRIVERE DI CINEMA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Informare è già di per sè faticoso e richiede passione, costanza e professionalità.

Soprattutto, richiede la voglia di spingersi anche oltre le regole, soprattutto in questo delicato momento storico che sta vivendo il nostro Paese.

Infatti, con il coronavirus, che è arrivato anche da noi, costringendo il Governo ad attuare duri decreti che prevedono, tra gli altri, la chiusura dei cinema, scrivere della settima arte sembra essere diventato un mestiere per i più audaci e temerari.

Con questo blog, vogliamo aggiornarvi costantemente sui premi cinematografici, in particolare i David di Donatello che, -coronavirus permettendo-, si svolgereanno il prossimo 3 aprile, data in cui è prevista la riapertura di tutti gli esercizi ed un ritorno alla normalità, per quanto possa essere lento e costerà sacrifici e anche danni economici molto importanti.

A scanso di equivoci e di polemiche, ci auguriamo con tutto il cuore che le nostre informazioni, oltre che efficienti, possano essere anche coinvolgenti e possano sollevare il morale da questo momento delicato.