Oggi , la cantante Mina compierà 80 anni

Anna Maria Mazzini, in arte Mina, ha raggiunto il traguardo dei 80 anni. Cantante, conduttrice televisiva, attrice e discografica, nata a Busto Arsizio il 25 Marzo del 1940, è considerata una delle migliori cantanti italiane di tutti i tempi. È stata protagonista in numerosi spettacoli televisivi diffusi dalla Rai , negli anni 60.

Mina esordisce alla fine degli anni 50, vantando interpretazioni di più di 1500 brani. Ottenne primati e premi, grazie a due partecipazioni al Festival di San Remo , tre alla Mostra internazionale di musica leggera , una Targa Tenco e l’assegnazione dell’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Soprannominata “la tigre di Cremona” , faceva parte di un terzetto di grandi voci femminili , degli anni 60 e 70 , con Milva , “la pantera di Goro” e Iva Zanicchi “l’aquila di Ligonchio” , raccogliendo applausi sulla scena internazionale , di artisti come: Frank Sinatra , Louis Armstrong , Anthony and Johnsons , Monica Naranjo , Liza Minnelli , Luciano Pavarotti e Placido Domingo .

Nel 1943 , a soli 3 anni , Mina e i suoi genitori di Cremona , fecero ritorno nel loro comune di origine. Poco dopo il loro trasferimento nacque Alfredo , fratello minore di Mina , che tracciando le orme della sorella, si dedicò alla carriera di cantante con lo pseudonimo di “Geronimo”. All’età di 13 anni , il padre la iscrive alla “Canottieri Baldesio” , società sportiva frequentata dalla borghesia cremonese , divenne una discreta nuotatrice , classificandosi seconda in una competizione regionale , periodo in cui , intorno ai 16 anni conobbe il suo primo ragazzo , Daniele Parolini , prestante terzino della Cremonese , divenuto poi cronista sportivo al Corriere della Sera.

A scaturirle l’amore per la musica è sua nonna Amelia , cantante lirica e sua maestra di pianoforte. Mina è descritta come una ragazza solitaria , apparentemente tranquilla e allo stesso tempo irrequieta , estremamente sensibile , piena di entusiasmo e simpatia. E’ dotata di una voce e di una vocalità pazzesca , coltivate dall’ascolto di grandissimi artisti come: Sarah Vaughan , Ella Fitzgerald e Elvis Presley.

Il vero debutto arriva il 23 Settembre 1958 a Rivarolo del Re , comune di Cremona. Mina coinvolge a tal punto che il pubblico chiede il bis.

Gli anni 80 e 90

Anni in cui molte delle sue canzoni divennero dei successi incredibili , tra cui Anche un uomo” (1979) , sigla del quiz Lascia o raddoppia?. “Morirò per te” , che nel 1982 entrò tra i primi 100 singoli della classifica dance americana di Billboard. “Rose su rose” , scritta dal figlio Massimiliano Pani nel 1984 . Duettò con Riccardo Cocciante con i brani “Questione di feeling” (1985) e “Amore” (1994). La sua voce si incontrò anche con quella di Fausto Leali in “Via di qua” (1986) e quella di Massimo Lopez in “Noi” (1994). Volami nel cuore” (1996), la quale, dopo un decennio ha dato il dato ad un programma televisivo , nonché tutto il disco realizzato nel 1998 con Adriano Celentano. Le più recenti come: “Grande amore” (1999) , “Oggi sono io” , cover del brano di Alex Britti (2001) , “Vai e vai e vai , Portati via” (2005) , “Mogol-Battisti” (2006) , duetto con Andrea Mingardi e “Adesso è facile“con gli Afterhours , brano che insieme a Volami nel cuore , Che t’aggia dì e Alibi , è stato da supporto per un videoclip promozionale , realizzato dalla protagonista “Benedetta Mazzini”.

Mentre i quattro doppi album , con le sigle del programma TV di Rai1 , sono nati rispettivamente nel 1983 , 1984 , 1985 e 1986 , pubblicati in un doppio disco all’anno , alternando cover e brani inediti.

Nel 1996 , dopo “Pappa di latte” , dove duettano i proprio figli , Massimiliano e Benedetta , nelle canzoni “If I Fell” dei Beatles e “More Than Words” degli Extreme , Mina ritorna alle pubblicazioni singole con album di grande successo commerciale. Successivamente la sua produzione si diversifica alternando i suoi brani a monografie dedicate a generi musicali , come la canzone napoletana o la musica sacra , o autori e artisti celebri come: i Beatles , Frank Sinatra , Lucio Battisti , Domenico Modugno , Renato Zero e Enzo Jannacci.

Il 6 Ottobre del 2000 viene pubblicato l’album “Dalla Terra , un disco che nel 2010 venne ristampato in vinile , come picture disc con tiratura limitata , una raccolta con ben 12 brani sacri.

Nel 2001 , Mina riappare in pubblico , attraverso Internet e sul portale di Wind , dove vennero riprese alcune sezioni di registrazione , in cui venne lavorato il DVD “Mina in Studio” , con vendite record che superarono le 50.000 copie.

Nel 2002 , viene pubblicato il nuovo album “Veleno“, con la collaborazione di Zucchero , coautore del brano “Succhiando l’uva” e nel 2004 esce “The Platinum Collection” , tripla raccolta di successi che ottenne risultati superiori , rispetto ai precedenti , in un momento in cui l’industria discografica cominciava a lamentare di una sensibile flessione delle vendite dei dischi.

Il 31 Gennaio del 2005 , esce “Bula Bula” , con i singoli Vai e vai e vai e Portati via , insieme alla ghost-track Fever” , sigla di apertura della trasmissione Quelli che il calcio. L’11 Novembre fu la volta di un album-tributo a Frank Sinatra , intitolato “L’allieva” , nel quale , ancora un volta , Mina dimostra la sua propensione , verso un genere musicale di non facile lettura come il “Jazz“.

Nel 2006 , pubblica l’album di inediti “Bau” , cantato in duetto con Andrea Mingardi e nel 2007 , Mina duetta con Miguel Bosé , in lingua spagnola. Intonano una delle sue canzoni più famose come: “Acqua e sale” precedentemente cantata con Adriano Celentano.

Il 24 Giugno 2008 La Repubblica , riporta la notizia che Mina e Ornella Vanoni hanno inciso insieme un brano inedito scritto da Andrea Mingardi “Amiche mai” , che costituisce la prima collaborazione tra le due cantanti.

Nel 2009 Mina torna sui teleschermi con un video collage della sua apparizione del 2001,sigla di apertura e di chiusura del 59° Festival di Sanremo. Il video rappresenta l’evoluzione della musica italiana nel corso degli anni , ed è accompagnato dalla splendida voce di Mina che interpreta il “Nessun Dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini. Il 20 Febbraio 2009 , esce la “romanza” che fa parte dell’album dal titolo “Sulla tua bocca lo dirò” , pubblicato in tutto il mondo su etichetta Sony Classical. Ancora, il 30 Ottobre è in commercio il nuovo album di inediti “Facile” , anticipato dal singolo “Il frutto che vuoi” , scritto dal nipote di Mina , Alex Pani. Nel disco è contenuto anche il brano di Cristiano Malgioglio , ovvero , “Carne Viva“. Sempre nel 2009 , dopo quasi 40 anni , Mina ritorna testimonial di una nuova campagna pubblicitaria della “Barilla” , prestando la sua voce ai nuovi spot televisivi e collabora con ben settanta colleghi al nuovo doppio album di Claudio Baglioni “Q.P.G.A” , in cui canta il brano “L’arcobaleno“.

Nel 2006 , dopo il matrimonio con Eugenio Quaini è diventata all’anagrafe Mina Anna Quaini-Mazzini , ma noi la ricorderemo sempre come Mina , augurandoci , nonostante i suoi ottant’anni appena compiuti , che continuerà a regalarci ancora perle di musica italiana , grazie alla sua voce immensa.

Auguri Mina!!!.

Patrizio Alfano.

Verso i David di Donatello: Il Primo Re di Matteo Rovere

Il David di Donatello di profilo

I David di Donatello sono un appuntamento fisso per tutti gli appassionati di cinema, ma in modo particolare per i candidati al premio. A causa della grave situazione sanitaria che sta vivendo tutto il mondo, quest’anno la data è slittata – forse –,  all’8 maggio 2020.

Nell’attesa possiamo iniziare ad esaminare i concorrenti che aspirano alla vittoria, partendo dal giovanissimo e talentoso Matteo Rovere. Classe ’82, è il più giovane cineasta italiano ad aver vinto un Nastro d’argento al miglior produttore, con il film Smetto quando voglio (2014).

Matteo Rovere, candidato come miglior regista e miglior produttore per il film Il primo Re

Nel 2002, venti anni appena compiuti, vince il premio Kodak con il suo cortometraggio Lexotan. Pochi anni dopo, nel 2008, esordisce con il lungometraggio Gioco da ragazze, tratto dal romanzo di Andrea Cotti. A causa dei temi trattati, però, il film fu costretto ad imporre una censura ai minori di 18 anni.

Già vincitore di molti premi ai David del 2017, è candidato nuovamente per l’8 maggio 2020, con il film Il Primo Re, uscito nel 2019.

Locandina del film Il Primo Re

Il Film è ambientato nel 753 a.C. – anno di fondazione di Roma – .

 Non a caso, infatti, la pellicola ripercorre la mitologia di Romolo e Remo, interpretati da Alessio Lapice e Alessandro Borghi.

Il Primo Re è considerato dalla critica come un film coraggioso, per il budget utilizzato, per il cast di attori ed in modo particolare per il protolatino, lingua usata nel film. L’intera narrazione riprende quello che è un realismo leggendario che si ripercuote nel legame fraterno tra i due protagonisti: Romolo e Remo. Due forze che si scontrano, da una parte il libero arbitrio dell’uomo, dall’altro il Fato che viene imposto dagli Dei, ma ancora la divisione tra la religiosità di Romolo e il sentimento vendicativo di Remo.

Pochi sono i dialoghi che percorrono tutto il film, ma a contraddistinguersi è la fotografia naturalistica di Ciprì e la saturazione della colonna sonora musicale di Ferri.

Ci fermiamo qui, non spoileriamo altro!

Non ci resta che augurare buona fortuna a Matteo Rovere per l’appuntamento tanto atteso.

Sara Rizzitiello

Il racconto dei David: david di Donatello 1997

David di Donatello

Il David di Donatello entra verso la fine degli anni ’90, e in particolare vuole prendere in analisi il 1997, caratterizzato da due lutti cinematografici dolorosi per il nostro cinema e per la nostra visione nel mondo.

1997: Il lutto dei fratelli Mastroianni

Infatti, in quell’anno, la famiglia Mastroianni subirà un doppio colpo insopportabile.

Un mese e mezzo prima della morte di Marcello, il 9 settembre 1996 un arresto cardiocircolatorio si porterà via per sempre Ruggero Mastroianni, fratello del più popolare attore frusinate.

Il fatto più clamoroso è che questo avverrà durante il montaggio del film La tregua, che si rivelerà assoluto mattatore di quell’edizione.

Tratto dall’omonimo romanzo di Primo Levi, la pellicola si giudicherà quattro riconoscimenti, tra i quali film, regia e montaggio, che andrà -purtroppo, postumo-,proprio a Ruggero Mastroianni.

Un doppio lutto che lascia tanta tristezza ma che, allo stesso tempo, prova a consacrare la grandezza di due artisti che, a modo loro, hanno cambiato il cinema.

Sperando che, anche quest’oggi, il cinema e il vento cambino anche in questa situazione difficile.

Gianluca Dozza

“Permette? Alberto Sordi” , la nuova fiction che andrà in onda su Rai Uno

La data di uscita della fiction sarà il 24 Marzo 2020 e non più il 21 Aprile

La fiction co-prodotta da Rai Fiction e Ocean Productions è nata per rendere omaggio al re della commedia italiana in occasione dei 100 anni della nascita , il prossimo 15 Giugno.


Il film diretto da Luca Manfredi e prodotto da Sergio Giussani andrà in onda su Rai Uno il 24 Marzo , omaggiando il celebre attore italiano , che sarà interpretato da Edoardo Pesce .

L’attore romano era salito alla ribalta grazie alla sua interpretazione di “Bufalo” nella serie di “Romanzo Criminale”. Un ruolo che lo aveva reso alquanto famoso e aveva fatto scoprire al grande pubblico un attore dal talento cristallino.

Quel talento, poi, si è rafforzato con l’interpretazione di Simoncino nel capolavoro di Garrone, Dogman, assoluto mattatore dei David dello scorso anno dove vinse ben nove statuette.

Tornando alla fiction, si concentrerà sul periodo del grande successo di Alberto Sordi, partendo dal 1936 quando, all’Accademia di Milano , gli dissero che non sarebbe mai diventato attore a causa della sua cadenza romana.

La fiction terminerà nel 1954 , anno della consacrazione col film “Un americano a Roma”. Alberto Sordi tornerà a Roma , prestando la voce ad un icona del cinema come Olivier Hardy , in arte Ollio e in quegli anni risaliva anche la grande amicizia con Federico Fellini , con cui collaborerà nel film “Lo sceicco bianco e i Vitelloni” , innamorandosi della bella Andreina Pagnani , nota attrice e doppiatrice.


Edoardo Pesce racconta , in un’ intervista , di come ha dovuto perdere peso , dopo aver interpretato Giovanni Brusca nel film “Il cacciatore” , nel quale fu costretto a ingrassare di dieci chili.

Inoltre, si è dovuto allenare a fare il famoso “saltello” di Alberto Sordi e nel tendere le sopracciglia a tettuccio, a dare un’ espressione di malinconia divertente.

Inoltre, aveva dichiarato che il 15 Giugno , giorno del suo compleanno ,mentre era al cimitero di Verano , lasciò sulla sua tomba due fiori , uno giallo e uno rosso.

Avendo molta stima dell’attore italiano , interpreterà al meglio Alberto Sordi nella nuova fiction , portando gli stessi costumi con le classiche bretelle e doppiandolo con il suo dialetto romano.

Patrizio Alfano

75 anni di musica, Auguri Battiato

Oggi, 75 anni fa, nacque Franco Battiato. Classe ’45, Battiato è una delle voci più acclamate in Italia. È originario di Ionia, – provincia di Catania – ma all’età di vent’anni si trasferisce inizialmente a Roma per poi fermarsi stabilmente a Milano.

Franco Battiato

Appare sulle prime copertine dei dischi con il suo nome di battesimo, Francesco Battiato. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di San Remo 1965 di Beppe Cardile e Anita Harris, L’amore è partito. Dopo svariate esperienze, nel 1971 decide di mettere in un angolo il formato canzone, lasciando maggior spazio a strumenti e sonorità elettroniche caratteristiche di una musica per lo più sperimentale. È proprio in questo periodo che compone Fetus, album considerato altamente originale ed alternativo rispetto alla tradizione canora italiana. Fetus è visto da alcuni come un sorta di viaggio interiore psichedelico.

Sarà nel 1975 quando finalmente il nome di Battiato apparirà a fianco delle più grandi voci di quel periodo: Francesco de Gregori, Antonello Venditti, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber. Occasione venutasi a creare grazie al festival del proletariato giovanile tenutosi a parco Lambro, sotto l’organizzazione della rivista Re Nudo.  

Gli anni del vero e grande successo furono i successivi – 1981, 1982 – con la pubblicazione dell’album La voce del padrone. Franco sponsorizza il suo disco su un palco elettorale con un megafono in mano. Quella del cantante è una denuncia nei confronti di una società troppo attaccata al denaro. Centro di gravità permanente è l’ennesimo capolavoro che invita l’uomo a scoprire il proprio centro interiore, in modo da poter suggellare le emozioni e le pulsioni irrazionali.

Sono gli anni d’oro di un cantante in piena evoluzione. Tanto che, tra il 2011 e il 2012, solca nuovamente il palco di San Remo con una doppia veste: concorrente e direttore d’orchestra, accompagnando il siciliano Luca Madonia con cui presenta il brano L’alieno. Il 23 ottobre 2012 esce un ulteriore capolavoro, l’album Apriti sesamo, 30.000 copie vendute e disco d’oro.

Nel 2017 fa la sua ultima apparizione sui palchi italiani, ma non nelle nostre case. A fine agosto del 2019 – pochi mesi fa – annuncia l’uscita del suo ultimo album prima di ritirarsi definitivamente.

Ti solleverò da ogni malinconia

Perché sei un essere speciale

Ed io avrò cura di te

Io si, che avrò cura di te.

Omaggiando una delle sue canzoni più famose – La Cura – auguriamo buon compleanno ad uno degli artisti più importanti della storia italiana.

Auguri, Francesco.

Sara Rizzitiello

Novantanove volte auguri Nino Manfredi

Nino Manfredi negli ultimi anni

Saturnino Manfredi, meglio conosciuto come Nino Manfredi, oggi avrebbe compiuto novantanove anni. Nato il 22 marzo del 1921 in una cittadina oggi nota come Frosinone. Già dalla prima adolescenza, però, la vita l’ha condotto a Roma, nel quartiere di San Giovanni.

Laureatosi in giurisprudenza nel 1945, non esercitò mai la professione giuridica. Due anni dopo, nel 1947, esordisce nel teatro Piccolo di Roma, affiancato dal suo maestro Orazio Costa, nella compagnia Maltagliati – Gassman. I protagonisti erano per lo più testi drammatici. Negli anni che seguirono – ’48, ’49 – recitò nel Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di Giorgio Strehler, nei drammi shakesperiani: Romeo e Giulietta, La tempesta, I morti non fanno paura e Il successo del giorno.

È il 1949 quando finalmente riesce a sfondare lo schermo cinematografico con il film Torna a Napoli di Domenico Gambino. Prosegue la scia con altri e due film musical-sentimentali con una chiara interpretazione napoletana, quali: Monastero di Santa Chiara e Anema e Core.

Nino Manfredi nei panni del cardinale nel film “In nome del Papa Re”

Nino è un factotum, è infatti ben noto anche come regista cinematografico e teatrale. Nel 1971, grazie al film Per grazia ricevuta, ottenne la Palma d’oro per la miglior opera prima la Festival di Cannes e un Nastro d’argento per il miglior soggetto del film. Il suo tatto dell’affrontare temi religiosi, gli permise di avvicinarsi al mondo della chiesa cattolica, in modo particolare a papa Giovanni Paolo II. Fu proprio quest’ultimo che lo invitò in Vaticano alla rappresentazione di una commedia giovanile scritta dallo stesso papa.

Non possiamo dimenticarci di citare Saturnio anche nelle sembianze di Geppetto, il papà di pinocchio nel famoso sceneggiato televisivo Le avventure di pinocchio di Luigi Comencini.

L’ultima interpretazione di Manfredi fu quella nei vestiti di Galapago, nel film La fine di un mistero. Diretto da Miguel Hermoso, la figura di Nino era quella di uno sconosciuto privo di memoria, dunque di qualsiasi ricordo, salvato dalla morte per mano di un pastorello durante la guerra civile spagnola nel 1936. Ricoverato in un manicomio, dopo vari anni e svariate ricerche si riesce a scoprire la sua vera identità: il poeta Federico García Lorca. Quasi la totale assenza di parole, ma la sovrabbondanza di sguardi e mimica facciale, fece di lui un artista ancora più acclamato. Tanto che, fu il suo ultimo film, ma gli fece acquisire il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.

Nel 2003 – subito dopo la fine delle riprese – Manfredi fu colpito da un forte ictus che pose fine, oltre che alla sua carriera, anche alla sua vita.

Attore, regista, sceneggiatore e doppiatore, non ci rimane che omaggiare, ancora una volta, un artista italiano come Nino Manfredi.

Novantanove volte auguri Nino.

Sara Rizzitiello

Il racconto dei David: David di Donatello 1996

Il racconto dei David di Donatello è un modo per combattere la noia che attanaglia gli italiani, costretti alla quarantena per via dell’emergenza coronavirus.

Proprio a causa di quest’ultima, la cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 8 maggio all’Auditorium della Coinciliazione di Roma, sempre che per quel giorno si siano visti i riusltati sperati in questa lotta che ha mietuto, fin qui, circa tremila morti oltre trentamila contagi.

L’edizione che verrà toccata quest’oggi è quella del 1996.

Foto ritraente la statuetta del David di Donatello per la miglior canzione originale. Nell’edzione del 2014 andrà ad Alessandro Nelson Garofalo per “A verità”

1996: Tra calcio, cinema, Olimpiadi e l’addio a Mastroianni

Se il calcio vede la vittoria del Milan per la quarta volta in cinque anni, il cinema offre grande qualità e varietà di premi nell’edizone 1996.

Infatti, se il premio a miglior film va a Ferie d’agosto di Virzì, la miglior regia va al capolavoro di Giuseppe Tornatore L’uomo delle stelle interpretato da un sontuoso Sergio Castellitto.

Un’edizione che, purtroppo, sembra fare da contorno e prevedere il lutto che avverrà poco prima di Natale.

Infatti, il 19 dicembre di quell’anno, scomprarirà uno dei migliori attori e divi italiani nel mondo, che col David aveva un rapporto speciale, avendolo vinto ben otto volte: si tratta di Marcello Mastroianni, interprete in film indimenticabili come Divorzio all’italiana, La dolce vita e, soprattutto, Dramma della gelosia e Oci ciornie,grazie al quale aveva vinto la palma di miglior attore a Cannes nel 1988.

E proprio Sergio Castellitto, che in quell’anno viene candidato come miglior attore protagonista per il ruolo dell’imbroglione Ernesto, che aggira la povera ed ignorante popolazione palermitana di fine guerra e per questo vittima di pregiudizi della gente -vedasi la volontà di Tornatore di richiamare film come La terra trema di Visconti e, soprattutto, I Malavoglia di Verga-, facendoli credere grandi attori e con false ricompense economiche, sembra essere designato come delfino del grande attore frusinate, nonostante il premio vada all’altrettanto sontuoso Giancarlo Giannini per il film Celluloide.

Nel reparto femminile, La seconda volta fa il pieno di riconoscimenti, facendo all in con entrambe le attici.

Infatti, Valeria Bruni Tedeschi- sorella della più celebre Carla Bruni, moglie dell’ex premier francese Sarkozy e recentemente passata alle cronache per un gesto a dir poco discutibile, dove mimava un finto mancamento da coronavirus in sberleffo alla drammatica situazione mondiale che questa pandemia sta creando-, vince come miglior attrice protagonista.

Mentre, come miglior attrice non protagonista, il premio se lo aggiudica Marina Confalone.

Valeria Bruni Tedeschi sul red carpet durante il festival di Venezia 2019. Sotto, Marina Confalone in Così parlò Bellavista

Per quanto riguarda il miglior attore non protagonista, andrà a sorpresa a Leopoldo Fronte per L’uomo delle stelle, che si porterà a casa anche il premio per la miglior regia, che andrà proprio a Tornatore.

Un’edizione dei David che, se da una parte anticipa il lutto di Mastroianni, dall’altra anticipa anche la goia della manifestazione olimpica.

Infatti, di lì a poco inizieranno i Giochi Olimpici, che vedranno gli azzurri conquistare un numero cospicuo di medaglie: ben trentacinque, di cui tredici d’oro.

In particolare, l’edizione del centenario, che si svolgerà ad Atlanta, passerà alla storia per il metallo più prezioso, preso dal ginnasta Juri Chechi agli anelli nella finale di ginnastica artistica maschile.

In attesa sulla decisione delle Olimpiadi di quest’anno, che al momento sembrano confermate, e nella speranza che proprio la cerimonia dei David possa fare da contorno ai Giochi Olimpici che si dovrebbero tenere nel Sol Levante,ecco un’altra pagina di storia.

Perchè dal passato, si possa inseguire il presente.

Gianluca Dozza

L’influenza del Coronavirus anche nel mondo del Cinema

Chiusura delle sale del 95% rispetto al 2019 e crollano gli incassi

Ebbene, risulta devastante l’effetto del coronavirus anche nel mondo del cinema, registrando prima della chiusura delle sale cinematografiche un fine settimana pessimo, con solo 439.515 euro di incassi nel weekend trascorso, con un meno 79% rispetto al precedente e -95% il dato comparato con lo stesso periodo dell’anno scorso, una mazzata dopo che l’anno si era aperto con un + 5,43%. Effetto che influisce anche nelle sale cinematografiche di Roma, di fatti, nonostante i provvedimenti contenuti nel Dpcm del 4 Marzo 2020 firmato dal Presidente del Consiglio Conte, riguardanti le attività cinematografiche, L’Associazione dei Cinema del Lazio comunica: “Ha deciso, con senso di responsabilità, connaturale allo stato di emergenza in atto, di mantenere aperte tutte le sale cinematografiche”.

Ciò è avvenuto nel rispetto delle norme di sicurezza previste dal Decreto che impongono agli esercenti di garantire ai propri spettatori una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. L’esercizio del Lazio ha inviato un messaggio costruttivo e positivo, affinché nessuno dei componenti della filiera cinematografica si fermi, ma continui il percorso di confronto avviato da un anno con Moviement e hanno messo in atto forme forme concrete di sostegno da parte del Governo, della Regione Lazio e dal Comune di Roma a favore di tutti gli esercenti cinematografici colpiti da questa inaspettata crisi.

Nove giorni fa c’è stato l’ultimo contagio, fino al nuovo ordine dei cinema chiusi per le misure di contenimento del contagio da coronavirus. Dal Cinetel si confermano oltre ai dati di incassi anche il record negativo storico. Al primo posto troviamo il film di Giorgio Diritti sul pittore Ligabue ovvero “Volevo Nascondermi”, film che ha incassato circa 90.532 mila euro nel weekend e ha ottenuto oltre 14mila presenze in 204 sale cinematografiche.

Il racconto dei David: David di Donatello 1995

Restare a casa porta a riscoprire una passione a volte dimenticata e fa venire voglia di scrivere per rendere partecipe lo spettatore.

In questi giorni di dura emergenza, data dalla diffusione del coronavirus nel mondo, – proprio ieri sera è stato definito dall’OMS “una pandemia globale” e che solo in Italia ha fatto 827 morti e 12462 contagiati-, vogliamo rendere partecipi i lettori con il racconto della storia dei David di Donatello.

L’edizione

Nonostante i numerosi arresti e le condanne, la lotta alla mafia sembra non essere conclusa.

Infatti, risulta ancora latitante uno degli ultimi fedelissimi della famglia dei corleonesi: si tratta di Leoluca Bagarella, inizialmnete affiliato alla famiglia di La Barbera, della quale faceva parte anche Buscetta.

In un anno segnato, anch’esso, da numerosi drammi, tra cui il tifone che il 17 gennaio 1995 devasta la cittadina nipponica di Kobe, i David di Donatello giungono forse, anche questa volta, nel momento giusto.

Nel 1995, il vincitore è La scuola di Luchetti, mentra Martone si aggudica il premio alla migliore regia per L’amore molesto.

Per quanto concerne la sceneggiatura, il riconoscimento va ex aequo a Senza pelle e a Nemici d’infanzia.

Un Marcello Mastroianni oramai al tramonto riesce comunque a conquistare l’ennesimo ricnoscimento della carriera:

Infatti, la sua interpretazione maestosa in Sostiene Pereira gli vale il premio come miglior attore protagonista, prima che si congedi per sempre da questa terra, il 19 dicembre 1996.

Anna Bonaiuto è, invece, la miglior attrice protagonista per L’amore molesto, mentre nel reparto non protagonisti, tra gli uomini prevale Giancarlo Giannini per Come due coccodrilli, mentre tra le donne prevale Angela Luce per L’amore molesto, che si rivelerà assoluto mattatore del premio.

Un’edizione storica che, a distanza di venticinque anni, anche alla luce dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci dà consolazione e speranza che questa edizione, posticipata all’ 8 maggio in via cautelare per via del coronavirus, sia ancora più importante, affinchè quella data resti scolpita,bella nella pietra, e che sia tutto per il nostro cinema.

Sempre che non venga il coronavirus a strapparcela di mano.

Coronavirus: è Pandemia

Lasciamoci per un attimo il mondo del cinema alle spalle, e soffermiamoci sulla vera, ed oserei dire, unica vera problematica mondiale: COVID-19.

Da ieri – 11 marzo 2020 – su tutti gli schermi del mondo si parla di pandemia mondiale. Di cosa si tratta? Essa è, come sappiamo, una malattia epidemica che si diffonde a macchia d’olio in tutte le aree geografiche del mondo, andando ad attaccare e coinvolgere innumerevoli soggetti. Ciò implica la totale assenza di immunizzazione dell’uomo verso un patogeno altamente aggressivo.

Sono questi paroloni ma che mostrano alla perfezione la situazione del nostro paese. Stando all’ultimo bollettino della protezione civile, si contano 12.462 contagiati, tra questi 1.045 guariti e 827 morti.

Numeri da capogiro, al punto che sempre nella giornata di ieri – tramite un’edizione speciale del Tg5 – il popolo italiano si è incollato allo schermo, nella speranza di ascoltare notizie positive dal Presidente del Consiglio, Conte.

Al primo posto c’è la salute degli italiani”. Queste sono state le parole che hanno fatto da apertura alle dichiarazioni che sono seguite subito dopo: chiusura di tutte le strutture eccetto quelle di prima necessità – supermercati e farmacie –.

Continua ancora il discorso del Presidente, ringraziando ogni cittadino italiano per la collaborazione nell’andare a sradicare le proprie abitudini, per cercare di porre fine – il prima possibile – all’epidemia.

Dobbiamo stare a casa, questa è l’unica certezza.

Indubbiamente, tutto ciò porterà a gravi falde nell’economia del nostro paese, ma forse, non abbiamo vie d’uscita.

Abbiamo superato tante sfide, dalle guerre alla mafia, fino al terrorismo. Insieme, vinceremo anche questa battaglia.

Forza, Italia.

#IORESTOACASA