
Si sono srotolati, in questi giorni, i tappeti rossi della 75° edizione del Festival di Cannes. Un’aria di libertà, un ritorno alla normalità anche per tutti gli artisti che per troppo tempo sono stati lontani dal grande schermo. Il ricordo del passato però non è mai svanito: ad aprire il Festival, infatti, è stato il film Coupez! di Michael Hazanavicius. Gli zombi sono i protagonisti di una pellicola che si pone dalla parte degli amanti del cinema, di coloro che ne hanno fatto una scelta di vita.
Il rumors parlano di una metafora chiara e netta: gli zombie e la morte. Una morte vera data dalla pandemia ma anche una morte che può essere sconfitta e dunque un inno alla vita.
A Cannes, però, c’è anche aria di festa e spazio per le sorprese: proprio nella serata di ieri, 19 maggio, gli spettatori hanno avuto l’onore di assistere alla consegna della Palma d’Oro onoraria a Tom Cruise. Un premio completamente inaspettato che ha preceduto l’inizio della pellicola “Top Gun: Maverick”.
Un film che ha cercato di guardare oltre il suo capostipite senza però mai dimenticarsi di questo. Girato nella base navale di San Diego, esso fa capolino con rimandi al passato, gli stessi che permettono alla pellicola di continuare a girare. Tra questi, gli spettatori, hanno avuto il piacere di assistere alla nuova love story con Penny; interpretata da Jennifer Connelly. Nuova si, ma i maggiori fan del film si ricorderanno certamente del suo nome già citato ben 36 anni fa.
Il premio non è stato l’unica sorpresa di Cannes, sul maxi schermo è apparso il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. In cerca di appoggio, si è rivolto a tutti i cineasti presenti in platea. Ha fatto un appello al cinema, chiedendogli di “non restare muto”. I più appassionati possono, senza nessuna difficoltà, comprendere il rimando ad uno dei cineasti per eccellenza: Charlie Chaplin. Proprio il Presidente crede fortemente nella necessità di un nuovo Chaplin che non rimanga muto, oppresso dalla paura, ma che dia spazio alla libertà e che combatti per questa.
“L’odio alla fine scomparirà e i dittatori moriranno. Siamo in guerra per la libertà”.
Subito dopo il Festival ha ripreso a pieno ritmo e le pellicole hanno iniziato a scorrere in cerca di una normalità forse, ad oggi, utopistica.
