
É terminato l’Eurovision e l’Ucraina alza la coppa della vittoria, quella che però non ha visto come acerrima nemica la Russia
Condotto da tre grandi figure dell’immaginario italiano – Cattelan, Laura Pausini e Mika – Torino si è trasformata nella città della musica. Migliaia le persone che hanno preso parte all’evento in presenza – uno dei primi ritorni post pandemia – ma altrettanto notevoli sono stati i numeri degli share; in modo particolare nella serata della finalissima.
Stefania è stata la canzone che si è aggiudicata la vittoria. Il palco si è colorato di celeste e di giallo, proprio quei colori che da mesi sono stati i protagonisti di tutti gli schermi senza opporre distinzioni geografiche. Stefania ha vinto ma i festeggiamenti sono limitati. Gli Ucraini speravano nella vittoria delle vittorie, nella sconfitta, o perché no, nella pace con la Russia.
«Ci vorrebbe un missile nucleare su Torino» ha affermato la giornalista russa Yuliya Vityazeva. Parole forti e rumors giungono da tutto il mondo: la politica si è impossessata dell’arte. Una vittoria scontata, una coppa alzata al cielo per compassione? Può darsi.
Il perdono e la commozione però hanno avuto la meglio. Ciò che ha indorato la pillola di tutti i tifosi stranieri sono state le immagini del cantante Oleh Psjuk, le quali lo ritraggono mentre saluta la fidanzata prima di tornare a combattere a fianco della sua nazione. L’euforia della vittoria, la gioia di una popolazione che si sgretola giorno dopo giorno ha dato la forza al cantante di abbassare la coppa ed alzare le armi.
Nonostante tutto, complimenti alla Kalush Orchestra per questa vittoria, nella speranza che la prossima edizione dell’Eurovision si possa celebrare in Ucraina. In quel caso, i festeggiamenti saranno doppi.
