
Erano appena le cinque del pomeriggio del 19 luglio 1992 quando in via D’Amelio – Palermo – una Fiat 126, contente 90 grammi di esplosivo, prende fuoco. Il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della polizia furono, fortunatamente, le uniche vittime di una strage a stampo terroristico-mafioso che ancora oggi viene ricordata come un evento storico che ha messo in evidenza una situazione italiana allarmante. La mafia, infatti, è un quadro della nostra nazione sempre esistito che ha condotto molte famiglie a perdere i propri cari, vittime di una società corrotta.
Le indagini si protrassero per anni, fu considerato infatti uno dei più grandi depistaggi della giustizia italiana. Vincenzo Scarantino è stato riconosciuto come uno dei principali falsi pentiti, ottenne però l’attenuante in quanto condotto a commettere reati per mano di altri.
Paolo Borsellino è una mini serie televisiva, con solo due puntate da 100 minuti l’una, andata in onda nel 2004 su canale cinque. Diretta da Gianluca Maria Tavarelli, la serie è ambientata a Palermo e ripercorre gli ultimi venti anni di storia di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sotto la guida di Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto. La trama è una chiara denuncia nei confronti di una società corrotta dalla mafia.
“Io non sono un eroe. Semplicemente non giro la testa dall’altra parte. Non faccio finta di non vedere”
Queste furono le parole di Borsellino, che rimbombano ancora oggi dopo 28 anni dalla strage. 28 anni di storia, di momenti che ancora ricordano un evento così grave. Il ricordo serve per combattere, per far in modo che stragi come questa possano essere previste e bloccate.
Sara Rizzitiello
