
Alla fine Il traditore è stato più forte di tutto, anche del coronavirus. In un’edizione del tutto inedita, a causa della pandemia da CoVid-19 che ha costretto Raiuno e l’accademia del cinema a preparare una cerimonia “da remoto”, il film di Bellocchio ha centrato le sei statuette più importanti:
. Miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior attore protagonista a un sontuoso Pierfrancesco Favino (baciato dalla moglie in lacrime dopo la proclamazione), nei panni del pentito Tommaso Buscetta, miglior attore non protagonista ad un altrettanto incredibile Luigi Lo Cascio (abbracciato dai figli appena proclamato vincitore) e miglior montaggio a Francesca Calvelli, compagna del cineasta bobbiese.
Per quanto riguarda gli altri film, Pinocchio domina nel settore tecnico, vincendo cinque premi per la miglior acconciatura, miglior scenografia, migliori effetti visivi, migliori costumi e miglior trucco.
Miglior sceneggiatura adattata, come da pronostico, va al Martin Eden di Pietro Marcello, mentre Il primo re vince tre premi per la fotografia, produzione e suono. In campo femminile, il premio di miglior attrice protagonista se lo aggiudica (a sorpresa), Jasmine Trinca per La dea fortuna, mentre Valeria Golino conquista il premio come miglior attrice non protagonista per 5 è il numero perfetto,. Il film, però, si è visto “scippare” da Phalm Bhuriyan la statuetta di migliore regista esordiente.
Altrettanto soprendenti sono le vittorie dell’Orchestra di Piazza Vittorio e Diodato, capaci di battere un certo Tom Yorke (compositore dei Radiohead…) nelle categorie di miglior musicista e miglior canzone originale. I primi sono riusciti a prevalere sul compositore inglese grazie alle musiche del film Il flauto magico, mentre il secondo si è aggiudicato la statuetta per la canzone Che vita meravigliosa per il film La dea fortuna.
Un’edizione forse inedita, che però non ha fatto pedere lo charme per il cinema italiano, che si conferma ottima fucina di talenti e di qualità. Sperando che questa, possa tornare nelle sale il prima possibile.
Gianluca Dozza
