
Manca una sola settimana alla fatidica ed agognata cerimonia dei David di Donatello. Rimandata a venerdì prossimo, la cerimonia di quest’anno desta particolare curiosità soprattutto sulla modalità di premiazione, dal momento in cui è stato proibito l’ingresso negli studi Rai al pubblico e ai candidati a causa dell’emergenza coronavirus.
Resterà sicuramente un’edizione interessante, all’insegna dell’ottima qualità che il cinema italiano esporta in tutto il mondo. Come l’ha esportata nell’anno che vi stiamo andando a raccontare…
2006:Il cielo è azzurro in terra sassone: il trionfo ai mondiali di calcio e l’oro di Bettini a Salisburgo
Travolto dallo scandalo Calciopoli, che ha visto la Juve retrocedere per la prima volta in Serie B, con conseguente revoca di due titoli, il calcio prova ad uscire da questa pagina di corruzione ed accordi con esponenti mafiosi nel quale si è infilato, cercando di riguadagnare quella credibilità perduta.
Gli verrà in soccorso la nazionale italiana di calcio, guidata da Marcello Lippi, allenatore che di vittorie e di trofei ne ha fatto un must della sua carriera.
Il 9 luglio 2006, l’ultimo rigore segnato da Grosso contro la Francia nella finale mondiale di Berlino conegna agli azzurri il quarto titolo mondiale, ventiquattro anni dopo quell’11 luglio 1982 madrileno dove alzammo la Coppa del Mondo per la terza volta.
A questo, gli farà eco lo splendido oro di Paolo Bettini nel ciclismo su strada. Il 24 settembre 2006, il ciclista toscano si rende artefice di una volata maestosa, dove batte il tedesco Schumacher e si cuce addosso la maglia arcobaleno due anni dopo il trionfo olimpico di Atene 2004.
In questo bailamme di trionfi e soddisfazioni, c’è anche spazio per i David di Donatello. Presentati il 21 aprile 2006, vedono la vittoria del regista romano Nanni Moretti con il film Il caimano. Liberamente ispirato alla controversa vita dell’allora premier Silvio Berlusconi, la pellicola riceve ben sei premi, tra cui miglior film e miglior regia, accrescendo il grande talento del cienasta capitolino, noto per le sue sanguigne arringhe politiche, poi tradotte maestosamente in opere cinematografiche.
Nell’attesa che, le opere di quest’anno, diano ulteriori soddisfazioni al cinema italiano, nonostante il coronavirus. L’appuntamento è per venerdì 8 maggio.
Gianluca Dozza


