
Si avvicina sempre più la fatidica data dell’8 maggio, che vedrà la cerimonia di consegna dei David di Donatello 2020. Nell’attesa, ecco catapultarci nel 2002, anno particolarmente nero per l’Italia del calcio.

2002: Il veleno dell’eliminazione dai mondiali di Corea e Giappone
Infatti, a causa della discussa direzione di gara da parte dell’arbitro colombiano Byron Moreno, la Nazionale viene estromessa dai Mondiali dalla Corea del Sud padrona di casa agli ottavi di finale della Coppa del Mondo. Tuttavia, saremo in buona compagnia con la Spagna.
Infatti, dopo l’Italia, anche le Furie Rosse nel turno successivo subiranno il gravissimo torto già subito dagli azzurri contro la stessa Corea del Sud. Un torto così grave al punto da titolare pubbliche scuse della nazionale spagnola a quella italiana per averla sbeffeggiata per le polemiche create dopo un arbitraggio a dir poco discutibile…
Fortunatamente, giusto due mesi prima, il nostro cinema ha rialzato la testa e grazie a questo troveremo un pronto riscatto da questa cocente delusione.
Infatti, il 10 aprile 2002, vengono consegnati i David di Donatello, che vedono il trionfo del capolavoro di Ermanno Olmi Il mestiere delle armi. Premiato con nove statuette -terzo film in cinque anni, dopo La vita è bella nel 1998 e Pane e tulipani nel 2000, ad ottenere un numero così cospicuo di riconoscimenti-, il film centra un en plein clamoroso, risultando la seconda pellicola nel giro di tre anni a vincere tutte le statuette in cui è candidato.
Un trionfo che porterà il compianto regista bergamasco alla ribalta del cinema italiano ventitré anni dopo L’albero degli zoccoli, col quale aveva trionfato a Cannes nel 1978 e ai successivi David del 1979.
In attesa di conoscere il nuovo vincitore di quest’anno, non resta che attendere e sperare che questa seconda fase tanto agognata inizi il pima possibile e si torni a stare tutti insieme.
E che i David possano segnare l’uscita da questo incubo.
Gianluca Dozza
