
Con la conferma dei David di Donatello, sembra si stia intravdendo una parvenza di normalità a quest’Italia martoriata dal coronavirus che, inizialmente, aveva costretto l’Accademia del cinema Italiano a rinviare la cerimonia all’8 maggio, rispetto all’iniziale 3 aprile come previsto prima dell’esplosione della pandemia che ha causato in Italia decine di migliaia di morti.
E mentre si discute su una potenziale ripartenza dell’Italia, andiamo a vedere il 2001, anno particolarmente simbolico per il mondo intero.
2001: La strage delle Torri Gemelle e i David di Donatello
L’11 settembre 2001, a New York, alle 8:45 ora locale (le 14:45 ora italiana), un Boeing 737 si schianta sulla prima delle due Torri Gemelle, mentre altri due si schiantano, rispettivamente, contro la seconda torre e sul Pentagono, il Dipartimento della difesa americano. È il più grave attentato mai perpretrato nel mondo occidentale. 3000 morti e oltre 10000 feriti, per quella che resta tuttora la strage più sanguinosa nell’era contemporanea.
Il 10 aprile di quell’anno, vengono disputati i David di Donatello, che vedono un clamoroso bis di Nanni Moretti. Infatti, dopo la Palma d’Oro ottenuta a Cannes ventitré anni dopo L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, il film del cineasta romano sbanca anche ai David, vincendo per il miglior film. Un successo che va a bissare quello del 1994, quando aveva vinto con Caro diario.
Oltre a quello per il miglior film, La stanza del figlio si aggiudica anche quello per il miglior musicista – andato per la terza volta a Nicola Piovani -, e per la miglior attrice protagonista, andato a Laura Morante.
Per quanto riguarda il settore maschile, I cento passi, bellissimo e struggente film di Marco Tullio Giordana contro la mafia e incentrato sull’impegno di Peppino Impastato contro quest’ultima, fa il pieno con i suoi attori Luigi Lo Cascio e Tony Sperandeo. Grazie alle loro magistrali interpretazioni, infatti, i due attori si aggiudicano i premi come miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista, mentre Claudio Fava, figlio del magistrato Pippo Fava, ucciso dalla mafia, vince il premio come miglior sceneggiatura originale.
Un bailamme di protagonisti che anche quest’anno sarà impegnato e tenterà di vincere numerosi premi con un altro film sulla mafia: Il traditore di Marco Bellocchio.
Intanto, però, c’è questa lotta al coronavirus da potare avanti. Ripartire dai David potrebbe essere un segnale, seppur timido, che la situazione potrebbe tornare alla normalità. Si spera tutti, il prima possibile.
Gianluca Dozza
