Il racconto dei David di Donatello è un modo per combattere la noia che attanaglia gli italiani, costretti alla quarantena per via dell’emergenza coronavirus.
Proprio a causa di quest’ultima, la cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 8 maggio all’Auditorium della Coinciliazione di Roma, sempre che per quel giorno si siano visti i riusltati sperati in questa lotta che ha mietuto, fin qui, circa tremila morti oltre trentamila contagi.
L’edizione che verrà toccata quest’oggi è quella del 1996.

1996: Tra calcio, cinema, Olimpiadi e l’addio a Mastroianni
Se il calcio vede la vittoria del Milan per la quarta volta in cinque anni, il cinema offre grande qualità e varietà di premi nell’edizone 1996.
Infatti, se il premio a miglior film va a Ferie d’agosto di Virzì, la miglior regia va al capolavoro di Giuseppe Tornatore L’uomo delle stelle interpretato da un sontuoso Sergio Castellitto.
Un’edizione che, purtroppo, sembra fare da contorno e prevedere il lutto che avverrà poco prima di Natale.
Infatti, il 19 dicembre di quell’anno, scomprarirà uno dei migliori attori e divi italiani nel mondo, che col David aveva un rapporto speciale, avendolo vinto ben otto volte: si tratta di Marcello Mastroianni, interprete in film indimenticabili come Divorzio all’italiana, La dolce vita e, soprattutto, Dramma della gelosia e Oci ciornie,grazie al quale aveva vinto la palma di miglior attore a Cannes nel 1988.
E proprio Sergio Castellitto, che in quell’anno viene candidato come miglior attore protagonista per il ruolo dell’imbroglione Ernesto, che aggira la povera ed ignorante popolazione palermitana di fine guerra e per questo vittima di pregiudizi della gente -vedasi la volontà di Tornatore di richiamare film come La terra trema di Visconti e, soprattutto, I Malavoglia di Verga-, facendoli credere grandi attori e con false ricompense economiche, sembra essere designato come delfino del grande attore frusinate, nonostante il premio vada all’altrettanto sontuoso Giancarlo Giannini per il film Celluloide.
Nel reparto femminile, La seconda volta fa il pieno di riconoscimenti, facendo all in con entrambe le attici.
Infatti, Valeria Bruni Tedeschi- sorella della più celebre Carla Bruni, moglie dell’ex premier francese Sarkozy e recentemente passata alle cronache per un gesto a dir poco discutibile, dove mimava un finto mancamento da coronavirus in sberleffo alla drammatica situazione mondiale che questa pandemia sta creando-, vince come miglior attrice protagonista.
Mentre, come miglior attrice non protagonista, il premio se lo aggiudica Marina Confalone.


Per quanto riguarda il miglior attore non protagonista, andrà a sorpresa a Leopoldo Fronte per L’uomo delle stelle, che si porterà a casa anche il premio per la miglior regia, che andrà proprio a Tornatore.
Un’edizione dei David che, se da una parte anticipa il lutto di Mastroianni, dall’altra anticipa anche la goia della manifestazione olimpica.
Infatti, di lì a poco inizieranno i Giochi Olimpici, che vedranno gli azzurri conquistare un numero cospicuo di medaglie: ben trentacinque, di cui tredici d’oro.
In particolare, l’edizione del centenario, che si svolgerà ad Atlanta, passerà alla storia per il metallo più prezioso, preso dal ginnasta Juri Chechi agli anelli nella finale di ginnastica artistica maschile.
In attesa sulla decisione delle Olimpiadi di quest’anno, che al momento sembrano confermate, e nella speranza che proprio la cerimonia dei David possa fare da contorno ai Giochi Olimpici che si dovrebbero tenere nel Sol Levante,ecco un’altra pagina di storia.
Perchè dal passato, si possa inseguire il presente.
Gianluca Dozza
