Restare a casa porta a riscoprire una passione a volte dimenticata e fa venire voglia di scrivere per rendere partecipe lo spettatore.
In questi giorni di dura emergenza, data dalla diffusione del coronavirus nel mondo, – proprio ieri sera è stato definito dall’OMS “una pandemia globale” e che solo in Italia ha fatto 827 morti e 12462 contagiati-, vogliamo rendere partecipi i lettori con il racconto della storia dei David di Donatello.
L’edizione
Nonostante i numerosi arresti e le condanne, la lotta alla mafia sembra non essere conclusa.
Infatti, risulta ancora latitante uno degli ultimi fedelissimi della famglia dei corleonesi: si tratta di Leoluca Bagarella, inizialmnete affiliato alla famiglia di La Barbera, della quale faceva parte anche Buscetta.
In un anno segnato, anch’esso, da numerosi drammi, tra cui il tifone che il 17 gennaio 1995 devasta la cittadina nipponica di Kobe, i David di Donatello giungono forse, anche questa volta, nel momento giusto.
Nel 1995, il vincitore è La scuola di Luchetti, mentra Martone si aggudica il premio alla migliore regia per L’amore molesto.
Per quanto concerne la sceneggiatura, il riconoscimento va ex aequo a Senza pelle e a Nemici d’infanzia.
Un Marcello Mastroianni oramai al tramonto riesce comunque a conquistare l’ennesimo ricnoscimento della carriera:
Infatti, la sua interpretazione maestosa in Sostiene Pereira gli vale il premio come miglior attore protagonista, prima che si congedi per sempre da questa terra, il 19 dicembre 1996.
Anna Bonaiuto è, invece, la miglior attrice protagonista per L’amore molesto, mentre nel reparto non protagonisti, tra gli uomini prevale Giancarlo Giannini per Come due coccodrilli, mentre tra le donne prevale Angela Luce per L’amore molesto, che si rivelerà assoluto mattatore del premio.
Un’edizione storica che, a distanza di venticinque anni, anche alla luce dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci dà consolazione e speranza che questa edizione, posticipata all’ 8 maggio in via cautelare per via del coronavirus, sia ancora più importante, affinchè quella data resti scolpita,bella nella pietra, e che sia tutto per il nostro cinema.
Sempre che non venga il coronavirus a strapparcela di mano.
