I David di Donatello sono, come di consueto, il classico appuntamento che si tiene in tarda primavera e che premia i migliori film usciti durante l’anno.
Il regolamento
Con la riforma del 2018, voluta dalla presidentessa Piera Detassis -prima donna ad essere eletta a capo dell’Accademia del cinema,- si è passati da 2500 a 1550 giurati.
Uno snellimento che ha portato ad una maggior efficienza e, soprattutto, ad una maggior meritocrazia nel sistema di voto.
Infatti, a differenza degli Oscar, dove si vota col sistema preferenziale, -meccanismo infinito e che non sempre premia il film più bello-, in Italia vige il sistema che prevede il film vittorioso per maggior numero di voti.
Lo scorso anno, il vincitore assoluto fu Dogman.
Ispirato al delitto del Canaro della Magliana, -avvenuto il 18 febbraio 1988 alla Magliana, quartiere popolare e degradato di Roma, per mano di Pietro de Negri, toelettatore di cani, nei confronti dell’ex pugile dilettante e spacciatore Giancarlo Ricci-, il film ha ottenuto ben 9 statuette, ottenendo anche quello per il miglior film.
Nelle votazioni, questo premio lo ha ottenuto con il 37% dei voti, ben 598 su 1550 votanti.
Ma com’è andato, nella storia, il David di Donatello? Che ruolo hanno avuto le donne?
1994: Le donne, Pasadena e cinema
Il 1994 è un anno cruciale per l’Italia, segnata dalle stragi di mafia avvenute solo due anni prima.
Infatti, il 23 maggio e il 19 luglio 1992 furono barabramente uccisi in due diversi attentati, rispettivamente, a Capaci e a Palermo, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L’inchiesta sui loro delitti portò all’arresto, il 15 gennaio 1993, di Totò Riina, capo di Cosa Nostra e affiliato ai corleonesi, che verrà accusato da Buscetta di aver ucciso la Cosa Nostra in cui il “boss dei due mondi” credeva.
Questo fu solo l’antipasto che portò all’inchiesta denominata “Mani Pulite”, per via della costituzione del pool di Milano, coordinato dall’allora PM di Milano Antonio di Pietro, e che portò alla sbarra decine tra mafiosi e politici implicati nell’inchiesta.
I David di Donatello, così come i successivi mondiali di calcio, che si svolsero negli USA e videro la vittoria ai rigori del Brasile contro la nostra nazionale nella finale di Pasadena -emblematico fu l’omaggio dei verderoro al grande pilota brsiliano di Formula 1 Ayrton Senna, morto il 1°maggio di quell’anno in un terribile incidente ad Imola durante il gp di S.Marino-, sembravano il giusto antidoto a questo momento complicato.
Il 18 giugno, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, si tenne la cerimonia dei David di Donatello e vide la vittoria di “Caro diario” di Nanni Moretti.
Premiato con il premio della miglior regia, sia a Cannes che ai Nastri d’Argento, il film, -diretto ed interprteato dallo stesso regista, che nel 2001 ci porterà alla Palma d’Oro con La stanza del figlio-, si rivelò il trionfatore di quella edizione.
Infatti, Caro Diario riuscì a vincere sia come miglior film che come miglior colonna sonora, andato a Nicola Piovani.
Sarà solo il primo di una lunga serie di candidature e trionfi ai David per il compositore romano che, nel 1999, vincerà l’Oscar per la miglior colonna sonora per La vita è bella, il quale trionferà anche nell’edizione del 1999 ai David di Donatello.
Un successo che, se non bastava a certificare la grandezza di Nanni Moretti e di Nicola Piovani, sicuramente in quel’anno divenne più chiara a tutti.
E, soprattutto, si rivelò utile per i trionfi che sarebbero venuti negli anni successivi.
Un’edizione che, comunque, passò alla storia per il ruolo delle donne nel cinema, che in quell’anno continuarono a dimostrare la loro costanza in qualità di regia e di recitazione.
Infatti, il David di Donatello di quell’anno andò a Monica Scattini per la sua interpretazione come attrice non protagonista per Maniaci sentimentali, film che vinse, tra l’altro, il David alla miglior regia esordiente, che andò a Simona Izzo.
Un doppio premio al femminile che, oggi più che mai, in occasione della giornata delle donne, vuole rendere omaggio a quelle donne spesso umiliate, picchiate o maltrattate da uomini che non hanno la benchè minima concezione dell’amore.
Auguri, donne.
